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il reattore

 
 
 
 

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Un’ipotesi di U. Abundo per la spiegazione e la promozione delle reazioni che si verificano nell’E-Cat , basata sui Neutroids di R.M.Santilli
di Luciano Saporito
Opensharelab (Open Power Association - Roma)

Nell’ articolo originale "Representation and        Enhancement    of the  Excess    Energy  of   R ossi’s   Reactors via  Santilli’s   Neutroids and   Nucleoids" in lingua Inglese:

http://www.hydrobetatron.org/files/abundo-paper-2014_Ottimizzato.pdf


Ugo Abundo formula un’ ipotesi per la spiegazione delle reazioni che si verificano nell’E-Cat, basata su Nucleoids e Neutroids di R. M. Santilli.


   Tale ipotesi, a parere dello scrivente, è da ritenersi molto importante dal punto di vista scientifico, anche tenuto conto del fatto che Andrea Rossi, per ragioni  connesse al mantenimento del segreto industriale, non ha a tutt’oggi reso pubbliche le caratteristiche dell’ additivo che consentirebbe all’ E-Cat di raggiungere le sue  straordinarie prestazioni. Di conseguenza i test fin qui effettuati da terze parti sul reattore non possono essere  completi ed esaustivi, dal punto di vista scientifico, proprio per l’incompletezza di tutti i parametri coinvolti nel funzionamento dell’ E-Cat; detti test  sono stati messi a punto esclusivamente con la finalità di verificare e certificare la continuità di funzionamento del reattore e il suo COP. Cosa del resto molto attesa da quanti hanno seguito, con tanta attenzione, la vicenda E-Cat in tutti questi anni…

Da sottolineare il fatto che il recente rapporto indipendente sulle prestazioni del reattore di Andrea Rossi:

http://www.sifferkoll.se/sifferkoll/wp-content/uploads/2014/10/LuganoReportSubmit.pdf

mostra trasmutazioni che non possono essere spiegate mediante la Meccanica Quantistica, in particolare a causa dell’impossibilità per i protoni di varcare la barriera coulombiana e la insufficiente sezione d’urto per la cattura elettronica da parte dei protoni, nelle specifiche condizioni operative.

D’altro canto, sia l’entità delle concentrazioni di energia che le variazioni isotopiche mostrate dall’analisi comparata di reagenti e prodotti, non lasciano dubbi: si è in presenza di trasmutazioni a bassa temperatura.

Ugo Abundo ha allora ipotizzato un modello in cui nuove particelle neutron-like possano interagire con i nuclei del Litio e del Nickel, proprio nelle tipologie isotopiche rilevate nei reagenti, producendo la specifica catena di isotopi rilevati nei prodotti.
 
Nell’articolo viene quindi opportunamente riportata una sistematica sintesi del lavoro, durato decenni, del prof. Ruggero Maria Santilli, sin dalla formulazione delle basi di una nuova matematica, poi di una nuova fisica necessarie alla risoluzione del problema della struttura del neutrone, a titolo propedeutico per la comprensione dell’innovazione che si rende necessaria prima di poter formulare, e successivamente impiegare, i modelli che portano alla concezione dei "neutroids" neutron-like e del loro comportamento.
A questo punto si richiama come a pag 29 del citato rapporto indipendente siano riportate ipotesi di reazioni che incontrano difficoltà  (ben sottolineate nel rapporto stesso) a causa dell’impossibilità di ingresso del protone (per repulsione coulombiana) nel nucleo tanto del Litio che del Nickel, tuttavia in accordo con le analisi quantitative isotopiche effettuate:



 
 
 
 
 
 
 


Esse potrebbero trovare spiegazione se il protone da coinvolgere, con l’aiuto di un elettrone, si trovasse in uno stato legato (Santilli’s Neutroid) mascherato da particella neutra che evita la repulsione coulombiana e può perciò entrare nel nucleo dell’isotopo del Litio di massa 7, trasformandolo nell’isotopo del Litio di massa 8, instabile, che può successivamente riemettere l’elettrone di mascheramento, lasciando nel nucleo il solo protone, dando così luogo al Berillio di massa 8:
L’equazione che segue si può ottenere dalla prima delle precedenti aggiungendo un elettrone sia al primo che al secondo membro:

 
 
 
 


La possibilità di "bruciare" l’isotopo di Litio di massa 7 mediante  l’impiego di neutroids assume un particolare rilievo in campo cosmologico: infatti in astrofisica è presente il noto problema chiamato "Cosmological  Lithium Depletion" , corrispondente alla mancanza di spiegazioni circa la presenza osservata di  7 Li inferiore a quella teoricamente predetta dalle teorie che si occupano di abbondanza relativa degli elementi. Le considerazioni suesposte potrebbero costituire una soluzione all’indicata discrepanza, stante la possibilità, in prossimità delle stelle, di rinvenire elevatissimi campi magnetici, nelle zone interessate dalle protuberanze stellari, capaci di indurre la formazione di neutroids.

Analogamente  per il Nickel, il protone legato (Neutroid) , entrando nel Nickel di massa 58, lo trasforma in Nickel di massa 59, e successivamente, riemettendo  l’elettrone di mascheramento, lascia nel nucleo il solo protone che genera il rame di massa 59, e così via per gli isotopi del Nickel e del Rame di massa superiore :

 
 
 
 


Tali particelle neutron-like non hanno bisogno dei famigerati 0.782 MeV/protone,  necessari per trasformarlo in neutrone reale  che possa così penetrare nei nuclei e dar luogo alle trasformazioni da spiegare.
Le particelle, la cui esistenza era stata ipotizzata da Don Carlo Borghi e successivamente giustificata teoricamente e rilevata sperimentalmente da Ruggero Maria Santilli, furono chiamate dallo stesso Don Borghi "neutroids".


 
 
 
 
 

Fig, 1. Il neutrone come livello dell’ atomo di idrogeno. [da  J. V. Kadeisvili, The Rutherford - Santilli Neutron,  Hadronic Journal, 31, 1-114 Institute for Basic Research, Palm Harbor, Florida, U.S.A. (2008]


 
 
 
 
 
 

Fig. 2. Protone e elettrone catturati dal campo magnetico . [da  J. V. Kadeisvili, The Rutherford - Santilli Neutron,  Hadronic Journal, 31, 1-114 Institute for Basic Research, Palm Harbor, Florida, U.S.A. (2008]

 
 


Se confermato il modello, si tratterebbe di una grande conferma della Meccanica Adronica di Santilli, dalle radici del mondo microscopico ai confini del Cosmo, peraltro (dal punto di vista del progresso industriale) in grado di spiegare e predire le migliori configurazioni geometrico-fisiche  di reazione esoenergetica (produzioni di energia pulita), al fine di realizzare le condizioni per l’ottimizzazione del COP.

Questo nuovo punto di vista potrebbe aprire nuove direzioni all’indagine LENR, ora supportate da una teoria completa, quale la Hadronic Mechanics, estensione della Q.M. al caso di particelle interagenti a distanze dell’ordine del diametro di un nucleone.

Naturalmente la verifica di questo modello richiede un grande lavoro di sperimentazione, di cui il laboratorio OpenshareLAB, sotto la Direzione Scientifica dello stesso Ugo Abundo, si sta facendo carico indipendentemente in Italia. Mentre negli USA questa sperimentazione, almeno per alcuni aspetti, è seguita direttamente da Ruggero Maria Santilli.

Dobbiamo allora augurarci che accanto alla spinta legata ai pur leciti interessi industriali (che hanno comportato ingenti investimenti), anche la ricerca free riesca a trovare le risorse, economiche ed umane, per raggiungere quel traguardo che porterebbe l’Umanità Tutta, e il pianeta Terra, a trarre vantaggio da queste nuove tecnologie energetiche che promettono energia pulita, inesauribile ed economica.

Luciano Saporito

ENGLISH VERSION:
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HADRONIC   JOURNAL  37,   697-737   (2014)


REPRESEN T A TION    AND    ENHANCEMENT    OF   THE   EXCESS   ENERGY   OF   RO SSI ’S   REACTORS   VIA   SANTILLI’S   NEUTR OIDS   AND   NUCLEOIDS

Ugo   Abundo
Neural   Calculus   Lab   at   J.   Von   Neumann   Foundation,   via   Clelia   15,   00181   Rome,   Italy;   Email:   interpr lt ogetto@email.it

Abstract


A recent,   independent-party   report   shows   that   Rossi’s   E-Cat   reactor   pro-   duces   an   excess   heat   that   cannot   be   explained   via   quantum   mechanical   or   chem-   ical  processes,   thus supporting the   possible  presence  of   new nuclear  processes.   In   this   paper,   we   recall   the   studies   by   Don   Carlo   Borghi   on   the   synthesis   of   the   neutron   from   the   Hydrogen,   and   the   systematic,   mathematical,   theoretical   and   experimental   studies   conducted   by   R.   M.   Santilli   on   the   neutron   synthesis   via   the   covering   had r onic   mechanics   and   chemistr y .   W e   r eview   in   particular   the   detection   of   an   apparent   new   bound   state   of   a   proton   and   an   electron   called   "neutroid,"   which   is   solely   predicted   by   hadronic   mechanics   with   the   character-   istics   of   the   neutron   except   spin   zero,   thus   being   different   than   Mills   hydrino.   We   then   recall   Santilli’s   new   series   of   "nucleoids"   which   are   given   by   conven-   tional   nuclides   when   absorbing   a   neutroid   or   nucleoid,   and   illustrate   their   es-   oenergetic   decay   into   stable   nuclides.   In   this   paper,   we   submit   the   hypothesis,   apparently   for   the   first   time,   that   Rossi’s   E-Cat   reactor   converts,   at   least   in   part,   Hydrogen   into   Santilli’s   neutroids   by   therefore   avoiding   the   Coulomb   repul-   sion   between   protons   and   nuclei   present   in   current   interpretation.   The   use   of   Santilli’s   nucleoids   and   their   esoenergetic   decay   then   allow   a   quantitative   inter-   pretation   of   the   excess   heat   in   Rossi’s   reactor.   We   close   the   paper   by   indicating   the   reasons   according   to   which   Santilli’s   new   species   of   MagneHydrogen   offers   realistic   possibilities   to   enhance   the   energy   output   for   Rossi’s   as   well   as   other   Hydrogen-based   nuclear   transmutations.

PACS   03.75.Be,   29.30.H,   67.65.+z
KEY   WORDS:   nuclear   fusion,   neutroid,   nucleoids



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Observation   of   abundant   heat   production   from   a   reactor   device   and   of   isotopic   changes   in   the   fuel


Giuseppe   Levi
Bologna   University,   Bologna,  Italy

Evelyn   Foschi   Bologna, Italy


Bo   Höistad,  Roland   Pettersson   and   Lars   Tegnér   Uppsala   University,   Uppsala,   Sweden


Hanno   Essén
Royal   Institute   of   Technology,   Stockholm,   Sweden



ABSTRACT

New   results   are   presented   from   an   extended   experimental   investigation   of   anomalous   heat   production   in   a   special   type   of   reactor   tube   operating   at  high   temperatures.  The   reactor,   named   E-Cat,   is  charged   with   a  small   amount  of   hydrogen-loaded   nickel   powder   plus   some   additives,   mainly   Lithium.   The   reaction   is   primarily   initiated  by   heat   from   resistor   coils   around   the   reactor   tube.   Measurements   of   the   radiated   power   from   the   reactor   were   performed   with   high-resolution   thermal   imaging   cameras.   The   measurements   of   electrical power   input   were   performed   with   a   large bandwidth three-phase   power  analyzer.   Data   were   collected   during  32   days  of   running  in March  2014.  The   reactor operating   point   was  set to  about   1260   ºC   in  the   first   half   of  the   run,   and  at   about   1400   °C   in   the   second   half.   The   measured   energy   balance   between   input   and   output   heat   yielded   a   COP   factor   of   about   3.2   and   3.6   for   the   1260   ºC   and   1400  ºC   runs,   respectively.   The   total   net   energy   obtained   during   the   32   days   run   was   about   1.5   MWh.   This   amount   of   energy   is   far   more   than   can   be   obtained   from   any   known   chemical   sources   in   the   small   reactor   volume.
A   sample   of   the   fuel   was   carefully   examined   with  respect  to its   isotopic   composition   before   the   run   and  after   the run,   using   several standard   methods:   XPS,  EDS,   SIMS,   ICP-MS  and  ICP-AES.  The   isotope   composition  in   Lithium  and  Nickel   was   found   to   agree   with   the   natural   composition   before   the   run,   while   after   the   run   it   was   found   to   have   changed   substantially.   Nuclear   reactions   are   therefore   indicated   to   be   present   in   the   run   process,   which   however   is hard   to   reconcile   with   the   fact   that   no   radioactivity   was   detected   outside   the   reactor   during   the   run.



1. Introduction

This   paper   presents   the   results   from   a   new   extended   study   carried   out   on   the   "E-Cat"   reactor,   a   device   invented   by   Andrea   Rossi.   Various   tests   of   this   reactor   have   indicated   that   an   excessive   amount   of   heat   is   generated   from   a   fuel   consisting   of   hydrogen-loaded   nickel   powder   plus   some   additives.   The   heat   generating   process   is   initiated   by   heat   from   resistor   coils   around   the   reactor   tube.   In   addition,   the   resistor   coils   are   fed   with   some   specific   electromagnetic   pulses.   The   E-Cat   reactor   was   tested   in   March   2013   by   the   same   collaboration   performing   the   present   test   and   a   report   is   given   in   ref.   [1].   The   March   2013   test   showed   indeed   a   clear   indication   that   abnormal   heat   was   generated,   i.e.   that   the   amount   of   heat   could   not   be   explained   by   any   chemical   processes   in   the   limited   volume   of   the   reactor   tube.   This   striking   result   prompted   us   to   investigate   this   phenomenon   further.   Therefore   a   second   test   has   now   been   performed,   this   time   over   a   much   longer   period   of   time   (32   days).   Also,   additional   instrumentation   was   employed   to   further   improve   and   secure   the   experimental   conditions   during   the   run.   A   longer   test   was   also   motivated   to   investigate   the   long   term   stability   of   the   E-Cat   operation,   as   well   as   running   it   at   two   different   operational   settings   for   comparison.   Furthermore,   and   more   importantly,   we   wanted   to   investigate   if   the   nuclear   composition   of   the   fuel   had   changed   due   to   the   heat   generating   process.   Such   an   investigation   is   indispensable   in   order   to   find   out   if   the   heat   generating   process   has   its   origin   in   transformations   at   the   nuclear   level.   A   careful   analysis   of   the   fuel...


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Una batteria nucleare al Nickel-Idruro di Litio come promotore delle reazioni nell’E-Cat ?
Ugo Abundo – OpenshareLAB (Open Power Association)

Dall’analisi combinata dello schema dei particolari costruttivi dell’apparato e delle modalità di esercizio deducibili dalla domanda di brevetto di A. Rossi http://www.hydrobetatron.org/files/Rossi_Brevetto_USA.pdf e dalla elaborazione delle informazioni a riguardo della composizione chimica della "carica"così come riportata nel report di terze parti http://www.hydrobetatron.org/files/ROSSI_Report.pdf emergono alcune considerazioni fondamentali per l’interpretazione delle prestazioni dell’E-Cat.

a)  Si nota una forte analogia con lo schema funzionale delle batterie al Nickel-Litio Idruro (Nickel, Litio,  Idrogeno sono i principali componenti rilevati nel rapporto citato) : la scissione dell’ idruro, la liberazione del protone e la sua cessione al Nickel, secondo lo schema della semireazione da sinistra a destra della convenzionale batteria , con contemporanea liberazione dell’elettrone e creazione di gradiente di potenziale elettrico, e  innalzamento della performance in caso di micro e nano granulometrie:

Li H + Heat ↔ Li +H ++e -

b)  L’evoluzione di idrogeno viene promossa dall’innalzamento della temperatura (che per il Litio idruro deve raggiungere circa 500 °C ) , così come sollecitato dai riscaldatori a resistenza impiegati , portando ad un innalzamento della pressione , utile ai fini dell’assorbimento di idrogeno da parte del Nickel.

c)  Il riscaldamento viene effettuato in maniera variabile (ciclica), così da creare gradienti termici dinamici che innescano i fenomeni di cui al punto d), portando ad evitare saturazioni statiche e a promuovere  una continua attività di "flusso" dei protoni , parametro irrinunciabile affinché  si inneschino e  mantengano reazioni di fusione (così come riportato, tra gli altri,  da F. Celani), con catena di produzione di isotopi di Ni a crescente massa, fino a decadimento e all’ottenimento di Cu.

d)  La presenza, nella carica, di particelle contigue con diversa composizione chimica, giustifica l’ipotesi di un effetto termoelettrico, a causa dei forti gradienti termici che intervengono e che per Soininen http://www.google.com/patents/WO2013076378A2?cl=en&hl=it possono produrre alti gradienti  locali di potenziale elettrico atti alla cosiddetta "Energy Localization" di B. Ahern , su cui concordano  F. Celani e G.Vassallo sia sul piano teorico che sperimentale (ICCF18, luglio 2013) http://www.francescocelanienergy.org/files/Presen_Finale-ICCF18Celani_E.pdf al fine di accelerare le particelle cariche e far loro raggiungere la necessaria energia per realizzare le trasmutazioni  esoenergetiche.

e)  La necessità di regolazione dei promotori di reazione , sotto il duplice aspetto di produzione e di impiego  efficiente, è ben interpretata dal lungo periodo che è stato richiesto per la messa a punto del reattore di  Rossi.  Mancando palesemente anche nell’E-Cat tale criterio, il verificarsi di reazioni random disordinate porta, per evitare reazioni catastroficamente instabili, a limitare inutilmente il COP in condizioni tali da  assicurare la mancanza di esplosioni, costringendolo però a valori ben inferiori a quelli potenzialmente ottenibili con reazioni  controllate; in tale direzione , l’attività attuale di ricerca presso OpenshareLAB   adotta  una serie di criteri scaturiti da una profonda analisi teorica, i cui risultati saranno resi noti appena sistematizzati.


Ugo Abundo


  

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Dal 22 al 28 settembre si è tenuta a Rodi (Grecia) la Conferenza Internazionale 2014 sulla Analisi Numerica e le Applicazioni della Matematica.
Ugo Abundo è stato invitato a partecipare ai lavori in qualità di rappresentante di Open Power, per esporre i risultati delle attività che fanno capo alla Associazione.
Nelle giornate congressuali i lavori sono stati incentrati sulla rifondazione della fisica su nuove basi matematiche, in grado di affrontare i numerosi problemi attualmente ancora irrisolti, mediante cambio dei paradigmi in vigore.
La nuova isomatematica del prof. Ruggero Maria Santilli (e le evoluzioni “geno” e “iper”) si presentano come gli strumenti idonei per trattare mappe deformate, irreversibilità intrinseche, campi ad ipervalori.
Mediante detti tools sono state mostrate, da relatori provenienti da tutto il mondo, applicazioni avanzate in campo energetico, in particolare a riguardo della struttura del neutrone e del comportamento atomico a fini di sintesi nucleare, in vista di uno sviluppo industriale.
La matematica precedente appariva inadeguata al trattamento di simili settori, come pure appare inadeguata la Meccanica Quantistica.
La Meccanica Adronica, appositamente sviluppata dal Prof. Santilli come evoluzione della precedente quando si sia a distanze tra particelle paragonabili alle dimensioni dei nuclei, si rivela adeguata a trattare situazioni energetiche di tipo nucleare, in cui le particelle non possano essere assimilate a punti materiali, come in Meccanica Quantistica.
Ugo Abundo ha presentato, in due distinte relazioni, gli esperimenti LENR condotti presso il laboratorio di Open Power, e un modello di rete neurale generalizzata, di impostazione proveniente dal settore della Intelligenza Artificiale, che rende omogenee la Meccanica Quantistica e quella Adronica, giustificando le condizioni di applicabilità di ciascuna di esse, mostrando dal punto di vista matematico cosa avviene in termini di informazione interna ai sistemi fisici quando la prima  si trasforma nella seconda.
La relazione di Abundo, dal titolo “ An intrinsically Irreversible, Neural-network-like Approach to the  Schrö dinger Equation and some Results of Application to Drive Nuclear Synthesis Research Work” é stata accettata per la pubblicazione da parte dell’ American Institute of Physics per la pubblicazione sui Proceedings del Convegno.
Di qui, le premesse per una collaborazione con diversi matematici presenti (soprattutto francesi, indiani, greci) per proseguire congiuntamente tali studi circa le applicazioni della isomatematica nel settore A.I. e sulla successiva trasferibilità alla modellistica delle particelle elementari in interazione.

 
 
 
 
 
 
 
 

il Prof. Ugo Abundo durante la Sua presentazione di Rodi

 
 
 
 

il Prof. Ugo Abundo (di spalle), che s' intrattiene con il Prof. Ruggero Maria Santilli durante una pausa del convegno di Rodi

 
 


il laboratorio Open Power
è in piena attività!

 
 
 
 

gallria fotografica degli ambienti del laboratorio Open Power e delle campagne sperimentali in corso

 



REPORT 010

Principali aspetti nella modellizzazione di una cella elettrolitica:  
effetto dei parametricoinvolti.
Studio delle anomalie

 
 
 

Si tratta anche della prova sperimentale della presenza di anomalie che i modelli parziali esistenti non spiegano complessivamente, prima tra tutte la "resistenza negativa" che molti citano come condizione per la possibilità di  estrazione diretta di energia elettrica dalle oscillazioni naturali del plasma.

In questo report inoltre si analizzano i principali aspetti del comportamento di una cella elettrolitica, al fine di trarne un successivo modello coerente che inquadri il ruolo dei parametri coinvolti, operativi e di stato, nella complessità della risposta alle condizioni di esercizio.
I dati della campagna sperimentale (più di 400 prove strutturate) condotta variando le tensioni interelettrodiche, le superfici elettrodiche esposte, la distanza interelettrodica, la temperatura, la concentrazione di elettrolita, leggendo la conseguente intensità di corrente circolante e  rilevando le eventuali scintillazioni al catodo e le onde elettromagnetiche emesse (frequenza e intensità) mostrano diversi aspetti anti intuitivi.
Sarà compito di un successivo report accordare i fenomeni concomitanti, e spesso antagonisti, al fine di ottenere un modello dei meccanismi, con alcuni parametri da stimare mediante prove ad hoc, utilizzabile come strumento previsionale per la progettazione e l’esercizio di apparati a plasma elettrolitico.
Ad un classico schema di cella elettrolitica e relativo sistema di alimentazione, viene aggiunto, in parallelo agli elettrodi, un circuito RC serie dotato di carico (una lampada), ai cui estremi viene monitorata la tensione alternata generata, che accende la lampada.


Analisi teorica: Prof. Ing. Michele Di Lecce            Campagna sperimentale : Prof. Ing. Ugo Abundo

per leggere il report copleto:
CLICCA QUI


 
 
 
 
 
 


video:
ultimissimo reattore hydrobetatron

Viene mostrato un reattore hydrobetatron modificato. E 'adatto per eseguire sperimentazioni con catodi in polvere. Il suo scopo è quello di consentire un nuovo design dei futuri reattori "radiali" da utilizzare con nano-polveri, miscele di polveri, micro-polveri nanostrutturate superficialmente o placchette di diversi materiali reagiscono. In un tale dispositivo, lo strato di polvere agirà come conduttore nanostrutturato per correnti impulsive.

 
 
 
 

"POWDER PLASMA REACTOR"

 
 
 
 

Direct extraction of electric energy from Plasma

 

Con il Nostro apparato sperimentale siamo riusciti a stabilizzare l' estrazione diretta di: energia elettrica dal Plasma!

 

Accensione HYDROBETATRON 2.0 Calorimetro

 

Schermatura HYDROBETATRON

 

Open HYDROBETATRON: (Part.1 sez.1_experimental set)

 

Open HYDROBETATRON: (Part.1 sez.2_experimental set)


ATTENZIONE PERICOLO !!!

SCONSIGLIAMO A CHIUNQUE  NON ABBIA UNA COMPETENZA TECNICA E SCIENTIFICA PROVATA, E NON ABBIA A DISPOSIZIONE AMBIENTI ADEGUATI E PROVVISTI DI SISTEMI VALIDI DI SICUREZZA, CERTIFICATI, DI AVVENTURARSI IN QUESTO TIPO DI ESPERIMENTI COSI' COME DESCRITTI IN QUESTO SITO WEB, CHE POSSONO RIVELARSI POTENZIALMENTE MOLTO DANNOSI SIA PER LE PERSONE CHE LI METTONO IN ESSSERE SIA PER GLI AMBIENTI IN CUI VENGONO EFFETTUATI. QUINDI PRUDENZA !!!
IN TUTTI I CASI QUANTO PUBBLICATO IN QUESTO SITO WEB NON COSTITUISCE MAI  UN INVITO AD EFFETTUARE SPERIMENTAZIONI ANALOGHE, SPECIALMENTE SE NON SI DISPONE DEI REQUISITI SOPRA ELENCATI;PERTANTO LO STAFF DI HYDROBETATRON.ORG/OPEN POWER DECLINA QUALSIASI RESPONSABILITA' DERIVANTE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE DALLA MESSA IN OPERA DI QUESTO TIPO DI ESPERIMENTI SULLA "FUSIONE FREDDA", LENR, CHE DEVONO INTENDERSI EFFETTUATI IN PROPRIO E SOTTO LA PERSONALE RESPONSABILITA' DA SOGGETTI TERZI, SIA PRIVATI CHE PROFESSIONALI O  ISTITUZIONALI.




 
 
 
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